Maurizio Quarello Stampa E-mail
domenica 13 gennaio 2008


Maurizio Quarello, torinese di nascita vive e lavora nell'incantevole Cesky Krumlov (Repubblica Ceca). Le sue illustrazioni, intense e ricche di formidabile esperienza estetica sono state pubblicate in Italia (Orecchio Acerbo, Bohem Press, Fatatrac, Falzea), Francia (Sarbacane, Milan, Rouergue) e Spagna (OQO). Le sue prossime pubblicazioni: “Ojobrusco”, OQO Editora, Pontevedra (Spagna), “Une cabane peut en cacher une autre”, Éditions Sarbacane, Parigi (Francia), “Les arbres pleurent aussi”, Éditions du Rouergue, Rodez (Francia). Quarello ha al suo attivo prestigiosi premi e importanti mostre.


 


 

Raccontaci la tua vita, la tua vita da illustratore. Come hai maturato questa decisione e che ricordi hai del tuo esordio?

Anche se ho cominciato a dedicarmi a tempo pieno all'illustrazione abbastanza tardi, avevo 29-30 anni, credo di essere sempre stato illustratore. Già durante i miei studi superiori di grafica tendevo più verso l'immagine che verso la grafica pura.
Ma devo dire che la mia "cifra" credo proprio che sia dovuta al fatto di avere studiato e fatto altro: studi di grafica e di architettura, esperienze nella pubblicità e "a bottega" da un pittore animalier, prima di puntare tutto sull'editoria per ragazzi. Queste esperienze diverse mi hanno consentito di avere una visione più ampia e di inserire elementi esterni nel mio lavoro di illustratore, elementi che rendono, mi pare, più ricco e organico un albo illustrato. Gli esordi li ricordo piuttosto duri, non è facile entrare nel mondo dell'editoria. Quando i miei corsisti mi chiedono come si faccia a cominciare a fare libri rispondo che è questione di perseveranza... e di testa dura! All'inizio è ovvio che si trovino le porte chiuse, allora si prende a testate la porta, o si rompe la testa (e si cambia lavoro), oppure si sfonda la porta e si diventa illustratori!

Come ti avvicini al testo da illustrare?

Per me è fondamentale il primo impatto, un testo deve subito darmi "la scossa", voglio che si creino immediatamente delle immagini nella mia testa, che nascano accostamenti di colori e che dei personaggi si materializzino.
La mia "tecnica" di avvicinamento a un testo è di leggerlo alla maggior velocità possibile senza fermarmi e senza tornare indietro o rileggere delle frasi. Poi lascio che tutte queste immagini, spesso caotiche, legate a esperienze personali e magari non strettamente coerenti, si muovano e creino altre immagini (si spera più coerenti) e vadano a creare un mondo nuovo.
A questo punto mi metto a schizzare, butto giù personaggi e ambientazioni. Poi sgrosso il tutto e cerco di arrivare a produrre qualcosa di più razionale. Prima di rileggere (e rileggere e rileggere ancora) il testo in questione lascio passare un poco di tempo per non bloccare il processo creativo che si svolge nella mia testa. Il punto successivo è, appunto, una rilettura accurata alla ricerca dei "tesori" che lo scrittore ha nascosto qua e là nel testo. Trovare i "tesori nascosti", le "chicche" disseminate dagli scrittori mi permette di entrare meglio nel testo e (credo) in sintonia con l'autore.
Tutto il resto è tecnica, lavoro, esperienza e talento. Quello che voglio dire, insomma, è che il libro, per me, nasce in 5 minuti o non nasce affatto.

L'illustrazione come metafora per raccontare una storia. Sei d'accordo?

Sì, sono d'accordo. Credo che l'illustratore non debba assolutamente limitarsi a tradurre in immagini un testo, se no si tratterebbe semplicemente di una ripetizione inutile.
La ricchezza di un libro dipende dalle interpretazioni che se ne danno, quindi cerco di non illustrare strettamente il testo ma di ricercare e illustrare elementi che consentano più livelli di lettura.

Thierry Cazals e Manuela Salvi. Puoi dirci com'è andata la collaborazione con loro? Quali affinità tra i loro testi e le tue illustrazioni?

Con Manuela Salvi la collaborazione lavorativa è diventata presto una bella amicizia, parliamo moltissimo dei progetti che intraprendiamo insieme e c'è un bello scambio creativo. Thierry l'ho conosciuto di persona recentemente al Salon de Montreuil e ci siamo subito "capiti", abbiamo già in mente un nuovo progetto da sviluppare insieme.
Le affinità tra i loro testi e le mie illustrazioni credo siano evidenti, nel caso di Manuela è dovuto al fatto che "mi cuce il racconto su misura", conosce i miei gusti e le mie preferenze e mi mette in condizione di esprimermi al meglio. Il fatto che il testo di Thierry e le mie tavole si sposino così bene è dovuto alla bravura dell'editrice che ha accoppiato i nostri talenti, e, in effetti, quando poi ci siamo conosciuti abbiamo scoperto di avere parecchi gusti in comune.


 

 

toni.jpg


 


 

 

 



















 

 

Nel tuo lavoro c'è un profondo dialogo con l'arte del passato: Bosch, Goya, Durer. In rete ho visto l'anteprima di alcune tavole di Ojobrusco, la tua prossima pubblicazione: qui, alla fine del libro, un evidente riferimento ad un artista del novecento come Andy Warhol. Cosa ti lega a questi artisti così diversi fra loro?

Già quand'ero bambino "studiavo" la storia dell'arte, ricordo che mi arrampicavo sullo scaffale per prendere i libri d'arte, il mio preferito era quello monografico di Bruegel. Non ho più smesso! Quando trovo una bella edizione d'arte non posso controllarmi e devo assolutamente acquistarla! Trovo che, per un illustratore, sia fondamentale conoscere i Maestri... come si può fare questo mestiere se no?
Ad esempio nel Rinascimento italiano si trova tutto quello che serve per costruire buone illustrazioni (la composizione, il colore, l'anatomia) e, di conseguenza, buoni libri. Ultimamente sto inserendo anche elementi di arte contemporanea, come ad esempio il barattolo Campbell's di Warhol che hai notato, ma anche elementi surrealisti, dadaisti, espressionisti, nei miei libri. Perché? Probabilmente solo perché lo trovo divertente, ma anche come omaggio a grandi Maestri che mi hanno dato tanto. Tra l'altro in Spagna e Portogallo i miei libri sono stati usati per delle lezioni di avvicinamento dei bambini alla storia dell'arte, proprio per i molti riferimenti, omaggi e citazioni che dissemino tra le pagine.


 


luna.jpg


 


 


 


 


 


 

 

 





















Che posto ha il cinema nella tua ricerca artistica?


Il grande cinema ha un posto fondamentale, non solo nel mio lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni. Sono un appassionato di vecchi film, guardo un pò di tutto, da quelli espressionisti al neorealismo alla commedia. E' quindi ovvio che nei miei libri si ritrovi tutto ciò, vedo il libro come un film e, dunque, tento di dare un taglio cinematografico con cambi di inquadratura, di prospettiva cercando di non rendere mai piatta e noiosa la scansione delle immagini.

C'è qualche possibilità di vedere "Olga e les masques" oppure "Le voyage de la Femme Élèphant" pubblicati anche in Italia oppure ci dobbiamo "accontentare" di leggerli in francese?


Non so se questi libri verranno pubblicati in Italia, bisognerà vedere se si troveranno editori italiani interessati ad acquistare i diritti. Comunque recentemente Logos di Reggio Emilia ha pubblicato tre miei libri precedentemente editi da OQO in Spagna.


 

 

olga.jpg


 

 

 































Ho letto che vorresti illustrare un testo ebraico. Qul'è il motivo?

 

Sono appassionato di tutto quello che riguarda la cultura ebraica (in questo momento sto ascoltando musica klezmer), dalla musica, appunto, alla letteratura. In effetti il mio scrittore preferito è Isaac B. Singer e vado matto per l'umore nero delle storielle Yiddish. Ho già avuto la fortuna di illustrare un testo sulla Shoah per Fatatrac e tra breve mi occuperò di un libro basato sul diario di Anna Frank per Rouergue, ma mi piacerebbe lavorare su un testo umoristico. Anzi, colgo l'occasione per lanciare un appello a Ovadia: se vuoi scrivere un altro testo per bambini te lo illustro io!!!

Cosa ti ha portato a vivere nella Repubblica Ceca, un paese che ha dato all'Italia illustratori importanti come Kveta Pacovska e Stepan Zavrel?


L'amore ovviamente! La mia fidanzata è ceca, e la prima volta che sono andato a trovarla mi sono innamorato anche del posto e ho deciso di trasferirmici. Tra parentesi ai grandi illustratori cechi aggiungerei anche Adolf Born, secondo me uno dei più grandi in assoluto.


 


E' possibile scaricare il curriculum vitae di Maurizio Quarello cliccando qui


 

Risorse in rete sull'autore:


http://www.quarello.com