| Donatella Lombello |
|
|
| giovedì 21 giugno 2007 | |
|
Inauguriamo la sezione con Donatella Lombello, professore associato di Storia della Letteratura per l'infanzia nella Facoltà di Scienze della Formazione - Università di Padova, che gentilmente ci ha rilasciato l'intervista.
Al convegno di Chiavari ho fatto presente che, nonostante la attuale mancanza di una legge che istituisca il ruolo del bibliotecario scolastico, il MPI ha attuato una serie di iniziative per lo sviluppo e la promozione della biblioteca scolastica, l’ultima delle quali è il progetto “Biblioteche nelle scuole”, finalizzata all’inserimento delle biblioteche scolastiche nelle rete nazionale SBN-Servizio Bibliotecario nazionale (http://www.biblioscuole.it) E’ tuttavia un dato di fatto che in Italia si registri una certa significativa (certo non sistematica né esaustiva!) presenza di biblioteche scolastiche ben dotate ed organizzate, gestite da bibliotecari scolastici competenti , che attuano con efficacia progetti di promozione della lettura e della ricerca, grazie proprio anche alla formazione conseguita in Corsi di formazione attuati su iniziativa del MPI (si pensi al “B1” e “B2”; ai Master UniPD, UniTUS, UniBA), oppure ottenuta in Corsi di Perfezionamento o Master autofinanziati. Il mio intervento a Chiavari ha specialmente mirato a richiamare l’importanza di insistere sull’uso della biblioteca scolastica ai fini di promuovere abilità di ricerca negli allievi. A Padova formiamo i nostri futuri maestri della Scuola dell’Infanzia e Primaria con specifici attività laboratoriali, oltre che per la promozione della lettura, anche per far loro acquisire competenze sull’information literacy. Al momento utilizziamo le 6 Big Skills di Eisenberg e Berkovitz, grazie all’impegno di alcuni insegnanti, miei collaboratori, che hanno applicato questa metodologia nella loro scuola dell’infanzia ed elementare. Credo assai importante far sperimentare ai futuri maestri le potenzialità educative (cognitive, metacognitive, relazionali, affettivo-emozionali) implicate nei processi di ricerca dell’informazione, non solo per le abilità che essi possono conseguire, ma anche per la consapevolezza del ruolo della biblioteca scolastica e del bibliotecario scolastico nel curriculum scolastico. A Chiavari ho esposto questi concetti, celermente presentando anche un ppt sulla metodologia della ricerca dell’informazione elaborata da un gruppo di futuri maestri.
Il ruolo del bibliotecario scolastico è, dunque, anzitutto quello di conoscere e di saper segnalare all’utenza scolastica (allievi, insegnanti…genitori) la significatività educativa di opere di letteratura per l’infanzia e di saggi critici, sapendo utilizzare gli strumenti informativi e critici sulla produzione editoriale della letteratura per ragazzi ( riviste specialistiche, o siti come Liberweb, in cui sono offerti, oltre a tutte le indicazioni catalografiche, anche l’abstract, le parole chiave, l’età di lettura, le valutazioni di “qualità”delle opere). Importantissimo è, tuttavia, che in prima persona il bibliotecario scolastico legga e si faccia un giudizio personale sulle opere sulle quali poi sarà chiamato ad esprimersi, in quanto egli saprà “tarare” la letterarietà dell’opera, con l’impegno emozionale-cognitivo che la lettura di quell’opera può comportare in rapporto all’età e alla personalità del lettore-destinatario. Importante è, inoltre, che il bibliotecario scolastico sia il più possibile “creativo” nel saper proporre attività accattivanti, che rendano la biblioteca il punto di riferimento costante nella risposta ai quesiti (letterari) piccoli e grandi posti da allievi ed insegnanti, in un clima di collaborazione, gradevolezza, innovazione, sorpresa, solidarietà, stupore. Importa certo quello che si fa – e ogni fascia d’età, e dunque ogni grado scolastico, ha una sua specificità: dalla lettura iconica, alla lettura ad alta voce (specie nella scuola dell’infanzia, …nell’asilo nido!), ad ogni altra iniziativa che va dalla presentazione delle novità, alle letture degli incipit dei libri appena arrivati, dalla reciproca presentazione tra i compagni dell’ultimo libro letto, alla teatralizzazione di un’opera prescelta- Importa, tuttavia, specialmente come e perché si attuano delle iniziative in biblioteca scolastica: se l’obiettivo è quello di creare il lettore appassionato (e critico), bisognerà molto lavorare senza imposizioni, senza didatticismi, proponendo scelte di autori e libri “con” l’allievo, mettendo il giovane lettore al centro di quel circuito virtuoso autore-trama-lettura da cui egli possa trarre un senso, un’utilità per la sua vita, per la sua crescita (per capire se stesso, i propri sentimenti, le proprie reazioni, le difficoltà delle proprie scelte, in relazione alla situazione, agli altri…).
I frequentanti sono bibliotecari della biblioteca pubblica, ma anche insegnanti della scuola dell’obbligo ed educatrici di asili nido.
Il Convegno si articola in tre sessioni: Epistemologia: la Letteratura per l’infanzia cos’è, come si definisce ( in relazione alla letteratura tout court, alla pedagogia, alla psicologia, alla storia dell’educazione, al linguaggio iconico, ai generi letterari…); Didattica universitaria: Metodi e Strumenti: l'insegnamento della letteratura per l'infanzia nei diversi curricula universitari (nel Corso di laurea in Scienze per la Formazione primaria, per operatore/animatore socio-culturale, per educatore negli asili nido…); Competenze didattiche e professionalità educative ( quali sono e come si attuano negli asili nido, nella scuola primaria e secondaria di I° grado, nella biblioteca scolastica e nella biblioteca pubblica- servizi per ragazzi e per giovani adulti…). (per informazioni: Segreteria organizzativa - Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo ; Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo )
|