sabato 16 dicembre 2017

«Winter is coming» la scelta di un nuovo libro da leggere

L'inverno sta arrivando; anzi con il freddo che fa in questi giorni, possiamo dire che l'inverno è arrivato.
Gli appassionati di questa serie tv o di questa Saga Fantasy che sta spopolando ovunque negli ultimi anni, mi perdonerà per l'uso improprio di questa famosissima citazione; Io non seguo il trono di spade, ma diciamo che queste parole rendevano bene l'idea di un qualcosa di inevitabile è tremendo che sta per arrivare, solo per sconvolgere In senso negativo le nostre vite. 
E diciamolo, per la maggior parte di noi la stagione invernale è proprio questo.

Lunghe giornate piovose, il sole che va a letto presto, il freddo che ci fa lacrimare gli occhi ci spacca le labbra… Insomma una serie di sfortunati eventi che ci portano ad odiare in questa stagione, neanche fosse portatrice di notizie funeste ed eventi catastrofici.
Dato che sono sempre stata una bambina anticonformista, ho sempre amato le cose che agli altri non piacevano o che trovavano noiose; quindi non c'è da stupirsi quando alle avvisaglie dei primi freddi saltello allegro dicendo «L'inverno sta arrivando», anche se non proprio come Martin lo intende o come io credo che lui lo intenda.
Vi state chiedendo perché io amo tanti la stagione fredda? Beh, prima di tutto non amo il caldo appiccicoso ed asfissiante che ti toglie il respiro durante l'estate, ma oltre a questo ci sono un'infinità di ragioni per cui amo l'inverno. Da ottobre a Marzo si può poltrire a letto sotto il dolce caldo peso delle coperte e dei piumini; si può fare indigestione di cioccolata calda, magari davanti un bel caminetto scoppiettante; si può indossare quel maglione svedese che tanto ci piace e i più fortunati possono giocare con la neve; si passano le domeniche sul divano a guardare i film di quarta categoria con gli amici di sempre; e tantissime altre motivazione che potrei anche potrei elencare per ore ed ore.

Ce ne sono tre però che mi fanno amare l'inverno in particolar modo: la prima, sono quelle belle giornate di sole e dal cielo terso, ancora più bello dopo le abbondanti piogge. 
La seconda è che ho più tempo per leggere e rileggere i miei libri preferiti.
La terza è legata alle iniziative culturali ed alle mostre che in inverno si moltiplicano.
Cosa c'è di meglio che sfruttare una domenica piovosa e uggiosa per visitare una bella pinacoteca o partecipare ad una piece teatrale o esplorare fiere mai viste?

A proprio di fiere, voglio segnalarvi una che si è svolta a a Roma dal 6 al 10 dicembre precisamente nel quartiere Eur al nuovo Roma convention center, conosciuto meglio da tutti come “La Nuvola”, del titolo «Più Libri Più Liberi».

Di cosa si tratta?



Durante questi 4 giorni il quartiere Eur è diventato la capitale della piccola e media editoria, dove in questa nuova struttura ci sono stati tanti stand e che presentavano protagonisti indiscussi di questi quattro giorni Romani.
Generalmente, quando pensiamo alla pubblicazione di un libro ci vengono subito in mente quelle tre o quattro case editrice di tiratura Nazionale; prestigiose è vero, ma a volte così austere ed altere da risultare inavvicinabili e fredde.
«Più Libri Più Liberi», invece, dà l'occasione di conoscere un mondo nuovo, fatto ancora di tanto entusiasmo, duro lavoro, passione e notti insonni. Ti fa vedere che l'editore non è un vero imprenditore finalizzato solo al guadagno, ma un individuo come noi che prima di tutto ama leggere ed ama la letteratura, quindi lotta con le unghie e con i denti per pubblicare qualcosa di qualità, anche se gli autori sono sconosciuti, solo per amore nel suo pubblico. Inoltre, partecipare a questa fiera è un modo per conoscere scrittori in erba di grande talento e portare sostegno a queste piccole e medie imprese che hanno deciso di investire sul territorio, creando così lavoro e alzando la voce della cultura che si fa sempre più flebile. 

Il prossimo anno quindi non dovrete mancare, le date sono già state fissate dal 5 al 9 Dicembre 2018

Melania

lunedì 13 novembre 2017

“Le storie di Ranocchiolo” di Serena Martella

Dal 15 Novembre, nelle migliori librerie, sarà disponibile “Le storie di Ranocchiolo” di Serena Martella.

Pubblicato da Panda Edizioni, il libro, primo di una collana, racconta le storia degli abitanti della «Foresta Fiabolosa», e in particolar modo quello di Matilda e del suo amico, un gigante con la valigia, da cui la fiaba prende il sottotitolo.
Dopo mesi di duro lavoro, l’autrice vede realizzato il suo sogno di pubblicare una storia apparentemente indirizzato a un pubblico di giovani, anzi giovanissimi lettori, ma che in realtà nasconde un grande messaggio anche a chi così giovanissimo non è più.
La storia viene raccontata da Ranocchiolo «fortunato cantastorie, [che] ci mostra un mondo incantato», reso tale non dalla magia, ma dall’amore e dell’amicizia, sentimenti che permettono a Ortensio, questo il nome del gigante, di essere accolto e amato dagli abitanti della Foresta nonostante la sua apparente diversità.
E così tra disegni mozzafiato ed una saggia e delicata alternanza tra rime e prosa – forme artistiche appartenenti a Serena Martella, infatti non è solo la scrittrice del libro, ma anche l’illustratrice- Ranocchiolo ci mostra e dimostra «quanto importante sia l’amicizia» e che «non sono quattro mura a farci sentire a casa, bensì i legami», il tutto ambientato nella Foresta Fiabolosa un luogo «celato al resto del mondo», dove tutto e tutti si presentano in modo bizzarro e fantasioso, ma la serenità e l’allegria è all’ordine del giorno.
Per ulteriori dettagli ed info, vi invito a digitare su Facebook e Instagram “Le storie di Ranacchiolo”, oppure potete collegarvi direttamente qui per l'acqsuito on line del libro.
Qui sotto il BookTrailer del libro.

venerdì 1 settembre 2017

La saga di saga Harry Potter e i suoi 20 anni

Harry Potter, un compagno di crescita da ben 20 anni

«- After allthis time?»
«- Always!»



Chissà se J.K. Rowling aveva capito fino in fondo cosa queste parole avrebbero significato per milioni e milioni di fans mentre le scriveva, dando vita ad una belle pagine di letteratura inglese più belle e profonde del panorama contemporaneo.
Sono passati ben vent’anni da quando Harry Potter e la Pietra Filosofale fece la sua prima comparsa in tutte le librerie del Regno Unito, e da quel momento non si è più fermato: al primo capitolo della saga, ne sono seguiti altri sei, scritti nel giro di un decennio, redendo la loro creatrice la donna più ricca dell’intero regno britannico dopo la regina Elisabetta. Al successo dei romanzi, poi, si sono uniti anche otto film che hanno consacrato la figura di Harry Potter e di tutto il suo mondo all’immortalità, imprimendoli a fuoco nella memoria e nei cuori di intere generazioni. Mi sono domandata più e più volte su cosa poteva scrivere questo mio primo articolo destinato a un blog di letteratura di ragazzi, e alla fine ho deciso di scrivere del “maghetto più famose del mondo”. Voi direte «Certo, che fantasia!» e non posso che darvi ragione, in quanto sono consapevole che su Harry Potter è stato detto tutto, di tutto e da tutti, quindi non rappresenta di certo una novità, ma mi sembra doveroso non solo perché questa opera letteraria compie vent’anni, come dicevo prima, ma perché ho deciso di leggerlo e di tuffarmi in questo magico mondo solo da poco, nonostante la mia generazione si sia arruolata nell’Esercito di Silente fin dai primi anni. 
Sono cresciuta con il boom di Hogwarts, ma mi sono sempre rifiutata di leggerlo o di seguire i film, semplicemente perché non sono un’amante o un’appassionata di quello che viene definito “best seller” e che quindi “devi leggerlo per forza”; quest’anno, però, a distanza di molti anni dall’uscita dell’ultimo libro ho ceduto alle pressioni, sempre più insistenti, delle mie amiche e così con una massiccia dose di scetticismo, mi sono tuffata nel magico mondo di Harry Potter. In un “tour de force” durato circa un mese e mezzo, ho letto tutta la saga e quando ho letto l’ultima pagina… ho desiderato di riprendere in mano il primo libro e ricominciare tutto da capo!
Sono sempre stata abituata a leggere fantasy, a giocare con la mia immaginazione e lasciarmi andare sulle ali della fantasia, ma quello che ho trovato e provato leggendo i romanzi di J.K. Rowling non l’avevo mai sperimentato prima. Harry Potter, infatti, non è solo una favola per bambini, ma un insegnamento di vita che porterò sempre nel mio cuore. Il romanzo cresce d’intensità con il passare del tempo, con il crescere dei protagonisti, che inevitabilmente corrisponde anche con la crescita del lettore. Una crescita che non corrisponde solo a quella fisica, ma intellettuale, emotiva, psicologica.
Harry Potter ci insegna che il mondo è un posto spaventoso, a tratti crudele e cattivo, ma che questo può essere combattuto e sconfitto se si lotta insieme a persone che amiamo e che ci voglio bene; che non tutto è quello che sembra, che l’abito non fa il monaco, che il bene e il male sono solo questioni di scelte e che non esiste solo il bianco e il nero, ma sono le sfumature a fare la differenza.
A dare vita a tutto questo ci sono i personaggi, tracciati con maestria dalla penna sapiente di K.J. Rowling, che incarnano una storia, una psicologia e quindi un insegnamento ogni volta diverso ed unico, dando vita a colpi di scena inaspettati e commoventi che ti lasciano senza parole e singhiozzanti.
Insomma, Harry Potter è una lettura adatta davvero a tutte le età, dai più giovani ai meno giovani, quindi se ci sono delle mamma che mi stanno leggendo, prendano alle lettera questo consiglio: andate in libreria, acquistate il primo libro di questa fantastica saga e gettatevi insieme ai vostri figli tra le braccia della magia di Hogwarts. Non ve ne pentirete, ma soprattutto regalerete a voi stesse e ai vostri bambini emozioni che resteranno con voi per sempre, come gli amici che vi farete e che non resteranno relegati tra le pagine di questi libri, ma usciranno, prenderanno vita nei vostri cuori e vi guideranno per sempre in questo mondo pieno di sfumature e di luci e ombre. 

Melania


giovedì 2 febbraio 2017

Fallen dal romanzo di Lauren Kate

Nelle sale cinematografiche è arrivato il film “Fallen” tratto dall’omonimo romanzo di Lauren Kate. Ma cerchiamo di capirne di più..

Pubblicato negli Stati Uniti nel 2009 da Delacorte Press, un marchio di Random House Children’s Book, sbarca in Italia nel 2010 a cura della casa editrice Rizzoli con traduzione a cura di Serena Daniele.
Viene generalmente inserito nel genere fantasy, e infatti ne ha molte caratteristiche peculiari, ma a mio avviso possiamo parlare anche di una storia d’amore sul filone di Twilight ma a sfondo un pò più teologico in quanto i protagonisti non sono i soliti vampiri.. ma meglio non anticipare troppo.
Spendiamo due parole sull’autrice.
Lauren Kate (Dallas, 21 marzo 1981) è una scrittrice di libri per “giovani adulti”, come ama definirsi. La saga di Fallen è il suo successo più acclamato cui fanno seguito “Torment”, “Passion”e “Rapture” . Questi libri sono stati pubblicati in ben 33 paesi, Fallen è stato per sei mesi al terzo posto nella classifica Best sellers del New York Times dunque non ci stupisce che il loro successo sia arrivato sul grande schermo.

TRAMA

Lucinda Price è una ragazza di 17 anni, la sua vita apparentemente normale se non per un piccolo particolare: è perseguitata da “ombre” di cui non sa spiegare la natura.
Un brutto episodio fa peggiorare queste apparizioni: dopo il suo primo bacio con l’amico Trevor scoppia un violento incendio da cui Luce esce incolume ma il ragazzo no.
La versione che viene fornita non soddisfa la polizia e così i suoi genitori decidono di mandarla alla SwordEtCross (nome già epilogativo di quello che troveremo), un istituto per ragazzi problematici o dal passato burrascoso.
La vita nel riformatorio è dura, a peggiorare le cose c’è il senso di colpa per l’accaduto, in più gli altri ragazzi non sono particolarmente amichevoli.
Le cose cambiano quando la ragazza incontra Daniel. Bello, misterioso e altero
 “[...]Luce aveva sempre avuto un debole per il sublime. E il ragazzo davanti a lei lo era al cento per cento.”
Prima sembra volerla tenere a distanza
“Daniel le sorrise, e solo allora Luce si rese conto che non avevano mai smesso di guardarsi.[...]Sentì le sue labbra scattare a loro volta in un sorriso, ma poi Daniel alzò una mano. E le mostrò il medio.”
Ma poi è lui a correre ad aiutarla, a salvarle la vita dalle ombre che la circondano.
Nel riformatorio conosce anche Arrianne, una ragazza frizzante e con un rifiuto per l’autorità ma che per lei sarà un’amica gentile e affidabile; Molly, una ragazza scontrosa e poco raccomandabile; Penn, che sarà la sua migliore amica, dolce e comprensiva; Cam, un ragazzo davvero carino che, al contrario di Daniel, si dimostra molto socievole e anche molto interessato a lei infatti non perde occasione per chiederle di passare del temo insieme

“Ci vediamo dopo ok? E se ne andò come se si fossero scambiati una tacita promessa”

Ad ogni modo Luce sembra non avere occhi che per Daniel. Il suo cuore le dice di averlo già incontrato, come se si conoscessero da sempre, ma la sua mente le restituisce solo brevi immagini, come stralci di ricordi, troppo vacui per essere reali.
Lui dal canto suo sembra non volerci avere niente a che fare, solo quando rischia di perderla decide di uscire allo scoperto: le loro anime si conoscono da sempre, da tutte le vite che Luce non ricorda ancora di aver vissuto.

RECENSIONE

Dal canto mio ho sempre preferito il fantasy come genere letterario, forse perché è stato il primo ad attirare la mia attenzione visto che in genere sforna libri prevalentemente per giovanissimi.
Lo stile di Lauren Kate è facile e piacevole alla lettura. Dato ovvio, visto il format a cui è rivolto, è che non ci sono particolari ricerche stilistiche che contraddistinguano il linguaggio usato. Il fine ultimo dell’autrice resta quello di farsi comprendere e mantenere vivo l’interesse del lettore.
L’autrice è molto descrittiva, qualità che rende l’immedesimazione del lettore più profonda creando nella sua mente l’immagine più dettagliata possibile degli scenari in cui si svolge la storia, forse a volte qualche taglio qua e la non farebbe male visto che alcuni dettagli risultano un filino superflui ai fini della trama.
Quest’ultima è interessante. Affronta temi “mistici” che ispirano fascino e una certa dose di curiosità. Devo ammettere che per quanto riguarda questo primo capitolo l’autrice ha lasciato la parte più interessante alla fine, scelta forse che vuole invitare il lettore a proseguire nella saga ma che non permette di comprendere appieno quello che è l’argomento principale della trama.
Avrebbe potuto forse mantenere un maggiore equilibrio.
I personaggi non mi hanno particolarmente colpito. Lucinda ha un carattere poco definito, i comportamenti dei due “corteggiatori” ossia Daniel e Cam non sono del tutto comprensibili, mentre i personaggi secondari restano molto marginali fino a risultare irrilevanti. Possiamo quasi dire che non ci sia uno che spicchi per doti intellettive o per moralità.
Il finale come già detto spiega la storia in modo parziale e sommario e rimanda al libro successivo.

ARGOMENTI FORTI

E’ un libro dalle tinte gotiche e un pò dark, l’ambientazione stessa: un riformatorio con cimitero annesso. Ma nonostante ciò fa pensare alle forze della luce, del bene, dell’amore e dell’amicizia.
Il fascino sortito dagli argomenti di base è innegabile per quanto a tratti risulti inquietante.
In fallen troviamo la ribellione, la paura finanche la morte riequilibrati dall’amore, dalla rinascita e da Dio. Argomenti che appunto attirano l’attenzione del pubblico a cui è rivolto e che quindi vanno in parte a colmare le lacune di cui vi ho parlato.
In generale non posso che consigliare la lettura del libro agli amanti del fantasy e dei romanzi d’amore.

CURIOSITA’

Il film omonimo in uscita in questi giorni nelle sale è diretto da Scott Hicks. Il cast vedrà nei panni di Luce Addison Timlin e in quelli di Daniel Jeremy Irvine.

CITAZIONI

“un attimo dopo, lavita com’era stata fino a quel momento era scomparsa in una fiammata”

“certe cose sono più importanti dell’amore”

“baciarsi le sembrava l’unica cosa giusta da fare, l’unica cosa che la confortava, e le ricordava che c’era una ragione per andare avanti”

“un amore immenso le sgorgò dal cuore e dall’anima, si riversò dal corpo e li avvolse”