Il sangue di Faun Stampa E-mail
lunedì 22 febbraio 2010

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Nina Blazon

Il sangue di Faun

Editore: Salani

Anno: 2010

Collana: Mondi fantastici

ISBN: 9788862561099

 

Nina Blazon, nella sezione “Privat” del suo sito, indica, tra le cose che non ama, anche gli specchi. E pensare che ne “Il sangue di Faun”, suo primo libro tradotto in Italia, lo specchio, o più esattamente la specularità, sembra essere il leitmotiv del romanzo che narra una storia per molti versi singolare.

Jade, la ragazza con gli occhi del colore della Wila, il fiume sulle cui sponde si estende la città di Lady Mar, tiranna dal volto nascosto perennemente da una maschera, assiste all’inseguimento e all’uccisione di un Echo (esseri soprannaturali banditi dalla città dopo una sanguinosa lotta contro gli umani). Quando la ragazza per la prima volta ne vede il volto, non scopre né zanne né artigli, come narrano le leggende popolari, ma un viso dai tratti umani su una pelle candida e quasi trasparente. Da quel momento in poi, come un’ossessione, i suoi pensieri andranno a queste strane creature, quelle che, per ordine di Lady Mar, dovrebbe considerare nemiche. Ma chi sono veramente gli Echo, nelle cui vene scorre acqua e che, dopo lo sterminio, hanno trovato rifugio nelle acque della Wila e perché sono tornati? E soprattutto, di chi temere? Di strane creature che nessuno conosce veramente, o di una sovrana che ha marchiato i suoi sudditi e li tratta come schiavi?

Quando Jade si innamora, ricambiata, di Faun, misterioso cacciatore del Nord, chiamato da Lady Mar per cacciare gli Echo dalla città, la ragazza è da subito consapevole che il ragazzo che ama è anche il nemico da combattere e la storia si complica, fino al classico, inevitabile, lieto fine e allo svelamento di tutti i misteri.

Un buon romanzo di genere che coniuga le tensioni del fantasy con le emozioni del romance e in cui ogni personaggio teme e allontana il proprio nemico, il quale, esattamente come uno specchio, rivela la verità sulla propria natura. Ognuno alla fine scoprirà infatti di essere ciò che per lungo tempo ha respinto, bestia o creatura soprannaturale che sia, giungendo all’affascinante conclusione che il riflesso delle cose rivela molto di più del corpo che lo emana.

Sebbene talvolta si abbia la sensazione che le spiegazioni arrivino troppe e tutte insieme, la trama scorre conservando un buon ritmo e senza mai lesinare sorprese. (Paola Predicatori)