| Auslander |
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| lunedì 25 gennaio 2010 | |
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Paul Dowswell Traduzione: M. Morpurgo Editore: Feltrinelli Anno: 2010 Collana: Kids Pagine: 301 ISBN: 8807921480
Piotr Bruck ha tredici anni e vive in Polonia quando i suoi genitori muoiono in un incidente e lui viene mandato in un orfanotrofio a Varsavia. Piotr, che è figlio di genitori tedeschi e per aspetto incarna l’ideale nazista della purezza della razza, viene subito selezionato per essere adottato e mandato a Berlino dal professor Kattelbach che lo accoglie nella sua famiglia. Comincia in quel momento per Peter (Piotr, il suo nome polacco, viene immediatamente cancellato) una nuova vita nel cuore stesso della Germani nazista, all’interno di una famiglia che rispetta alla lettera il credo nazista (Herr Kattelbach è uno scienziato che fa ricerche sulla purezza della razza). Iscritto nella Hitlerjugend, Peter viene educato per essere il figlio perfetto della sua patria, in una Germania che ancora nel 1941, anno d’inizio del romanzo, domina l’Europa, seminando il terrore con il suo esercito e con le terribili storie che iniziano a circolare sui campi di sterminio. Tuttavia Peter, che per tutti rimane un ausländer, uno straniero, in quanto polacco di etnia tedesca, non si lascia conquistare dalle parate del potere, sebbene affascinato, e quando conosce Anna, la cui famiglia aiuta i pochi ebrei rimasti a nascondersi, sente che deve fare qualcosa anche lui e si offre per aiutarli. Intanto a Berlino cominciano a cadere le prime bombe e Stalingrado è ancora in mano ai russi che resistono: l’idea di una Germania invincibile vacilla così pure le coscienze e tra queste, quella della sorellastra di Peter, Elsbeth, che ha preso parte all’ Aktion T-4, il programma di eutanasia tedesca che prevedeva l’eliminazione dei disabili, e che aiuterà Peter a scappare quando la Gestapo lo scopre. Il romanzo, se pure con qualche inesattezza storica (le date di alcuni episodi, come ci avverte l’autore alla fine del libro, sono state leggermente modificate), offre uno spaccato puntuale della Germania di quel periodo e anche numerose riflessioni per una sociologia del nazismo. Ma non è tutto, perché si tratta soprattutto di un romanzo di formazione e Dowswell è bravo a intrecciare i contenuti storici con la vicenda di Peter, dalla scoperta della politica allo sviluppo di una sua coscienza critica, e a condurre l’intera storia con un ritmo in crescendo che nel gran bel finale diventa adrenalinico. (Paola Predicatori)
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