Gianni Rodari, la scuola, le storie Stampa E-mail
venerdì 22 gennaio 2010

Gianni Rodari, la scuola, le storie

Tavola rotonda franco-italiana a Parigi


di Julia Süßbrich

 


L'autunno scorso in concomitanza alla partecipazione dell'Italia come ospite d'onore al Salon du livre et de la presse jeunesse di Montreuil diverse biblioteche parigine hanno proposto una serie di eventi dedicati a Gianni Rodari. Fra questi la tavola rotonda "Rodari et sa grammaire" nella quale due italiane - Grazia Gotti e Carla Ida Salviati - e due francesi - Alain Serres e Bernard Friot - si sono confrontati sulla "Grammatica della fantasia". Ospiti, come il pubblico non molto numeroso ma internazionale e vivo, della Bibliothèque L'Heure Joyeuse, una biblioteca per ragazzi di grande tradizione e successo.

 

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"Torniamo all'antico, sarà un progresso". Citando Verdi Grazia Gotti ha voluto subito portare l'attenzione verso quell' "antico" rappresentato dalla Grammatica della fantasia di Gianni Rodari, pubblicata nel 1973. La grammatica di Rodari dà idee per inventare storie insieme ai bambini. Perché non utilizzarle ancora oggi per fare progressi nella letteratura per ragazzi e nella promozione della lettura e della scrittura? Carla Ida Salviati in merito alle sollecitazioni proposte dalla Gotti ha evidenziato come lo scrittore sia stato dimenticato dalla scuola per alcuni motivi. Ci sono maestri e professori che oggi non hanno più il tempo, la motivazione e la forza di leggere la Grammatica della fantasia e sviluppare progetti di lettura e scrittura. Nelle librerie e biblioteche il libro rimane un po' confinato, forse considerato troppo datato così come minima è la presenza dei testi dello scrittore introdotti nei libri di lettura della scuola primaria. Sempre la Salviati ha ricordato come all'inizio il binomio scuola-Rodari funzionasse appieno. Rodari scrittore sapeva giocare nelle sue storie con l'intelligenza e le attese dei bambini.

 

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L'eredità  lasciata dal maestro di Omegna è stata ricca di stimoli anche per Alain Serres e Bernard Friot.

Alain Serres (recentissimo il suo "Come insegnare a mamma e papà ad amare i libri per bambini", delle Nuove Edizioni Romane) da giovane maestro, all'inizio degli anni ottanta, si è sentito subito in sintonia con Rodari sviluppando le sue idee per diversi progetti di scrittura. In seguito, scrivendo per bambini e diventando editore (ed. Rue du monde), è rimasto fedele all'idea rodariana di mettere in discussione il mondo, giocando con la fantasia dei bambini. Il suo timore - sottolinea - è che la poesia e la fantasia si possano perdere nella vita quotidiana scolastica. Fino ad oggi la sua casa editrice ha già venduto 25.000 copie della  Grammatica della fantasia e per il 2010 sono previsti in catalogo diversi titoli di Rodari.

Nella sua conferenza dal titolo "Ciò che devo a Gianni Rodari" l'autore e traduttore Bernard Friot (Premio Andersen 2009 per "Il mio mondo a testa in giù") ha raccontato come anche la sua esperienza da insegnante sia stata segnata dalla scrittura di Rodari e tuttora lo ritiene un modello illuminante. La definizione di scrittore per ragazzi che ci dà Rodari gli sembra la più realistica. Per Friot come per Rodari, un autore per bambini e ragazzi deve lavorare CON bambini e ragazzi, cioè, deve incontrarli e lavorare attivamente con loro perché possano sviluppare un linguaggio 'mano nella mano' con l'immaginazione: linguaggio, immaginazione e storie sono anche importanti per lo sviluppo di un particolare sguardo su sé stessi e sul mondo. Friot sta lavorando alla progettazione di una "piccola macchina per inventare storie", un' idea nata dalla rilettura di Rodari.


Non è solo una sensazione se Rodari faccia ancora brillare gli occhi degli esperti e dei suoi lettori. Quasi trenta anni dopo la sua morte, il suo lavoro, il suo spirito sembrano ancora molto freschi.