| Kitty Crowther |
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| sabato 05 dicembre 2009 | |
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Kitty Crowther è una tra le autrici per l'infanzia più acclamate del settore. Con Annie du lac, pubblicato da Pastel edizioni, ha vinto il premio Baobab 2009 promosso dal Salon du Livre et de la Presse Jeunesse di Montreuil. In Italia - nel 2008 - Dentro me editato da Topipittori.
Con Annie du lac si entra in un universo magico, in una storia fuori dal comune. Viene spontaneo chiedersi da dove viene Annie ?
È stato uno dei miei libri più difficili. Di solito, ho una grande facilità nel creare le mie storie e lo faccio sempre con immenso piacere. Ho iniziato a scriverlo sei anni fa, non ricordo più come, c'erano già elementi come il piccolo in relazione al grande, i laghi e le riviere. Purtroppo questa storia atemporale non riusciva ad andare avanti, forse perché avevo altri progetti in corso. Un giorno poi ho deciso di fare domanda al Centre National du Livre* con lo scopo di terminare questa storia una volta per tutte. Grazie all'aiuto del CNL sono riuscita a portare avanti il mio progetto. Solo una settimana prima della consegna di tutti i disegni, su cui ho lavorato molto sull'elemento acquatico, vegetale e minerale, ho capito finalmente dove volevo arrivare. È nato questo racconto più vicino al mito, alla leggenda. Non ho molte storie in fondo al cassetto, ma fintanto che restano rinchiuse lì non mi danno pace, è come se non fossi riuscita a dare vita a qualcosa che voleva prendere vita.
Ha spesso dichiarato di non partire mai da una scelta tematica, ce lo può spiegare?
E' come se fossi un regista e dovessi scegliere dei personaggi, che a loro volta vengono da me con la loro storia. Sono personaggi che fanno parte della mia vita interiore, del mio immaginario. Ci sono molti silenzi nel mio mondo - ho un po' di problemi all'udito - per cui più che parole raccolgo un sorriso, un' espressione. Solo quando entro nella storia entrano in gioco i suoni, con le parole che si ripetono, le risonanze verbali. ...Sono diventata autrice ma nasco come illustratrice.
Quando non lavora come occupa il suo tempo?
Sono mamma di due maschietti, uno di dieci e l'altro di dodici anni, e poi insegno illustrazione a gruppi di donne, professioniste e non, a Bruxelles e a Parigi.
Un giorno scriverà o illustrerà per i ragazzi dai 12 ai 16 anni?
Ho realizzato un libro per gli adulti Petits meutres et autres tendresses (Piccoli omicidi ed altre tenerezze), ma non credo che realizzerò mai lavori per gli adolescenti. Quando lavori per l'infanzia t'imbatti in tanti elementi diversi come i giochi, le apparenze: è un universo in cui mi sento molto a mio agio.
Qual è il suo prossimo lavoro?
Sto lavorando ad un libro che s'intitola Le petit homme et dieu. È la storia di un incontro, di una conversazione. Non è un testo religioso, dietro questo dio c'è una figura paterna, fraterna. Parla della relazione, che è la cosa più bella, è da lì che nasce l'amore, la tenerezza tra le persone. Cosa saremo se non esistessero le relazioni?
Sbaglio o l'acqua è un elemento che ritorna spesso nei suoi testi?
È vero, l'acqua la troviamo in Dans moi ( Dentro me), in Dans le grand désordre (Nel gran disordine), in La visite de la petite mort (La visita della piccola morte) e ovviamente in Annie du lac. Forse perché l'acqua mi piace molto, adoro nuotare, amo la possibilità di raggiungere le profondità, sono più acqua che terra.
Per alimentare la sua immaginazione quale ingrediente segreto usa nella sua cucina letteraria?
La meraviglia! Leggo molto e sogno ad occhi aperti. E soprattutto rispetto i miei ritmi cioè lascio che le cose vengano verso me, perché proprio quando sembra che niente si muova è lì che nasce qualcosa.
Nelle sue tavole combina i colori in modo particolare, è una scelta che riesce a motivare?
I colori sono parte integrante della mia persona. Mi capita che l'occhio venga attratto da una combinazione di tinte senza sapere perché, ma intuisco che è quella la direzione che devo prendere. Nella scelta dei colori c'è un enorme parte che devo all'intuizione. Uso molto il nero per far fuoriuscire gli altri colori. Per me il nero è un colore che serve a mettere in risalto il resto. Adesso amo il color mostarda, ma magari la settimana prossima ce ne sarà un altro.
In generale conosce già la fine della storia che sta creando?
Assolutamente no. Porto in me una struttura, che si è formata con la lettura e la creazione, è in questa che scivolerà la mia storia. Poi è la vita che mi dà il suo seguito sotto forma di sogno o flash, e lei che s'incarica di dare la risposta. Un giorno, mentre ero immersa nella vasca circondata da candele, mi è accaduto di vedere sulla parete incrostata dal calcare, Annie tra gli alberi e tre giganti. Per un momento ho pensato di aver perso la bussola, poi il senso di meraviglia ha preso il sopravvento e la storia si è arricchita di altri elementi. Credo sia stato Leonardo Da Vinci a dire che le macchie e le nuvole sono la più alta fonte d'ispirazione.
* CNL è un ente francese che si occupa di promuovere e sovvenzionare gli autori.
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