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Le parole narrate
Ascoltare le parole narrate: pian piano si dilatano, prendono forma, suggeriscono mondi paralleli al nostro, mondi immaginari dove i protagonisti di carta fanno l'occhiolino, invitano ad accompagnarli nelle loro storie. Emozioni forti che un bambino porterà sempre con sé, un aspetto molto significativo nella sua vita se un adulto/lettore - sia esso genitore, bibliotecario, insegnate od altro - riuscirà ad accompagnare le sue prime esperienze con l'oggetto libro attraverso la lettura ad alta voce.
Un invito a riflettere sui diversi aspetti della lettura ad alta voce è stato dato in occasione del convegno "Le parole narrate" svolto il 7 settembre a Pesaro in apertura della V edizione del progetto “Adotta l’autore” promosso dalla Provincia di Pesaro e Urbino, in collaborazione con vari enti e con il coordinamento dell’associazione – libreria “Le foglie d’oro”.
Una giornata nella quale un pubblico formato da circa 300 insegnanti delle scuole primarie e secondarie ha seguito i vari interventi di esperti di letteratura per ragazzi, editori, autori italiani e stranieri tra i più significativi del panorama editoriale contemporaneo che hanno condiviso la loro esperienza sull’importanza della lettura ad alta voce.
Nell’incontro, tutti i relatori (Domenico Barrilà, Aidan Chambers, Gabriela Zucchini, Giusi Quarenghi, Eros Miari, Coca Frigerio, Emanuela Giovannini, Paola Ancilloto e Claudia Codeluppi) si sono soffermati sull’emozione e la suggestione che l’ascoltare un racconto suscita nei più giovani, visto che la lettura ad alta voce crea un legame forte con il narratore (sia esso l’insegnante, il genitore, l’autore del libro o l’esperto bibliotecario), mettendo in circolo e permettendo di condividere sensazioni e stati d’animo. Ciò, come evidenziato dallo psicoterapeuta ed analista adleriano Domenico Barrilà, si rivela importante anche per una crescita cognitiva, affettiva e relazionale del bambino. “Vi invito - ha detto - a considerare la lettura ad alta voce come uno strumento al servizio del bambino, perché può aiutarlo ad interagire con la realtà e a socializzare, interessandosi al mondo circostante”.
Molto significative le parole di Aidan Chambers: "Ogni insegnante dovrebbe leggere qualcosa ai propri allievi tutti i giorni, ed ogni volta qualcosa di diverso, poiché è stato recentemente scoperto e dimostrato dagli scienziati che c’è una parte del cervello, quella che controlla il suono, che si attiva e arricchisce solo ascoltando frasi e parole lette ad alta voce. Solo le parole ascoltate riescono ad essere comprese con facilità e a sedimentarsi nella mente, poiché hanno un suono che viene registrato dal cervello e messo nel suo archivio” . Sempre Chambers ha rimarcato come la lettura ad alta voce sia essenziale, addirittura fino ai 25 anni. “E’ sconvolgente, ma secondo quanto dimostrato dagli scienziati, essa è fondamentale anche all’Università, i docenti dovrebbero leggere ad alta voce agli studenti. Non i testi che già conoscono, ma quelli che dovranno affrontare e che trovano difficili”.
Da parte sua, la scrittrice e poetessa Giusi Quarenghi ha esortato a dare il giusto valore alla poesia, “che prima delle rime e dei versi è un assetto mentale, una sorta di chiave per entrare dentro la relazione con i bambini”, suggerendo anche a genitori e insegnanti di dedicare attenzione, nel parlare, alla scelta delle parole e del tono della voce.
Per leggere ad alta voce - ha tranquillizzato l’esperto di promozione della lettura Eros Miari - non c’è bisogno di essere attori: l’importante non è leggere bene un testo, ma l’esperienza che si crea nel momento in cui si incontra quel testo, visto che “il rito collettivo della lettura ad alta voce assume valenze emotivamente forti”.
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