| Marco Innocenti |
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| lunedì 14 luglio 2008 | |
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Marco Innocenti è nato a Pisa nel 1966. Laureato in Scienze Politiche, abita a Scandicci (FI). Copywriter, sceneggiatore di fumetti, autore di romanzi per adulti e, negli ultimissimi anni, anche di libri per ragazzi.
Le tue prime apparizioni come scrittore risalgono alla metà degli anni '90 con alcuni racconti pubblicati in antologia. Il tuo primo romanzo per adulti è del 2000, a cui ne sono seguiti altri tre. L'ultimo, "La città degli uomini soli" è uscito quest'anno per i tipi di Dario Flaccovio Editore di Palermo. Il tuo primo romanzo per ragazzi, "La proteina dell'amore" è stato pubblicato da Giunti Editore nel 2007, nello stesso anno è uscito anche il primo volume della collana di "Capitan Fox" da Dami, dello stesso gruppo editoriale. Dunque sappiamo quando, ci dici ora come e perché hai cominciato a scrivere per ragazzi?
Fin da piccolo sono stato un appassionato di fumetti, genere che è al contempo adulto e bambino. Credo che questo mi abbia facilitato, e non poco. Dal '95 al '98 ho scritto molte sceneggiature per "Lenin", personaggio da me creato. Proprio per questa esperienza, Giunti mi contattò per scrivere due libri sulle "Tartarughe Ninja" e su "Dragonball". In seguito, mi chiesero un restyling di un loro personaggio, l'investigatore "Dick Rabbit", ma poi decisero di lasciar perdere lasciandomi libero di proporre una collana tutta mia. Così è nato "Capitan Fox"
Da ragazzo eri un buon lettore?
Ero un lettore, anzi un divoratore di fumetti. Ricordo perfettamente il giorno in cui comprai il numero 131 de "L'Uomo Ragno", intitolato "Un gentiluomo di nome Hulk". Da allora ho sempre sognato di diventare un fumettista. Ma come disegnatore non ero granché, mentre nella scrittura ero molto più bravo
C'è un autore o qualche libro che hai amato particolarmente da ragazzo?
Mi dispiace ripetermi ma da ragazzo, per quanto la mia casa fosse letteralmente invasa dai libri di mio padre, leggevo soltanto fumetti. Amavo i grandi sceneggiatori dei super-eroi Marvel, come Stan Lee. E i grandi disegnatori, soprattutto John Romita.
E, da adulto, quali sono i tuoi autori di riferimento, quelli che ami di più?
L'italo-americano John Fante è stato l'autore che mi ha fatto venir voglia di provare a scrivere in modo professionale. Il suo capolavoro "Chiedi alla polvere", un romanzo di fine anni '30, mi folgorò. Capii che potevo, dovevo, volevo scrivere. Poi gli amori cambiano... Ho amato tantissimo alcuni scrittori italiani del secondo dopoguerra, come il grande Piero Chiara e il catanese Ercole Patti. Attualmente i miei preferiti sono alcuni autori di fantascienza: Silverberg, Tevis, Dick...
L'attività di sceneggiatore di fumetti ti è servita per scrivere i tuoi romanzi per ragazzi?
Decisamente sì. Come dicevo sopra, nei fumetti c'è quella fantasia che è una grande "materia prima" - se mi passi il termine - anche per scrivere romanzi per ragazzi.
I tuoi libri per ragazzi piacciono ai bambini ma anche ai loro genitori, perché?
Credo che questo accada perché nei miei libri ci sono più livelli di lettura. Inoltre, io non faccio distinzioni tra letteratura per bambini, ragazzi e adulti: l'impegno è lo stesso. I personaggi devono essere ben definiti. La storia deve avere consistenza. E i genitori, questo, lo apprezzano.
Come nasce l'idea per un tuo nuovo libro?
Il mondo, almeno per me, è pieno di spunti. Le idee nascono in continuazione, basta aprire il giornale, leggere un libro o semplicemente parlare con un amico. Eh, se avessi il tempo di scrivere tutte le storie che vorrei... Ovviamente, nel caso di "Capitan Fox", che è una collana, devo prestare attenzione alla cosiddetta "continuity" per non cadere in contraddizioni. In questo è importante anche il lavoro degli editor. I bambini sono lettori attentissimi, se sbagli se ne accorgono subito!
A differenza di altri paesi, nel nostro la letteratura per ragazzi viene spesso vista come un sottogenere con scarsa dignità propria, tu cosa ne pensi dell’editoria per ragazzi in Italia?
Sarò sincero: penso che gli editori italiani dovrebbero essere più attenti agli autori. Invece, capita di presentare progetti e non avere neanche una risposta... Questo mi amareggia molto. Naturalmente - e aggiungo: per fortuna - c'è editore ed editore. Comunque, la dignità inizia da qui. In sé, la letteratura per ragazzi non ha niente da invidiare a quella per adulti. Pensa a un autore come Philip Ridley. "Fenicotteri in orbita" mette i brividi.
Hai qualche consiglio da dare a chi vuole intraprendere la carriera di scrittore, e in particolare di scrittore per ragazzi?
Leggere molto. Scrivere molto. Metterci tutta la propria umanità, sensibilità, attenzione. E inviare i dattiloscritti alle case editrici senza paura: la cosa peggiore che possa succedere, in fondo, è che vengano cestinati senza neanche essere letti.
Puoi anticipare qualcosa sui tuoi prossimi lavori?
Il quarto volume di "Capitan Fox" dovrebbe uscire a inizio 2009. E' una storia molto divertente e movimentata. Le illustrazioni sono come sempre di Simone Frasca. Ho anche un'altra serie per bambini, "Agenzia Investigalibri", di cui sono già usciti alcuni episodi sul free-press PiBook. Spero di riuscire presto a pubblicarla in volume. Per il resto, ho due romanzi in stand-by. Uno è per adulti. L'altro è per ragazzi: narra la storia di un ragazzino orfano, con uno straordinario talento per il tennis. Credo sia la storia migliore che abbia mai scritto, speriamo che qualcuno se ne accorga...
Il sito di Marco Innocenti
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