Milly, Molly Stampa E-mail
venerdì 04 luglio 2008

 

 

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Milly, Molly e W. W. Webby

Gill Pittar

Editore: EDT-Giralangolo

Collana: Milly, Molly

Anno: 2008

Pagine: 32

ISBN: 978-88-6040-335-3

 

 

La collana “Milly, Molly” conta una trentina di titoli per bambini dai 3 ai 7 anni. Gli albi, ciascuno di 32 pagine, contengono “storie che raccontano in modo vivace e accattivante i grandi temi che aiutano a crescere in modo responsabile e nel rispetto degli altri”. Alcuni dei temi proposti dalla collana sono: accettare le differenze, cura e attenzione per gli altri, amore per la natura, senso di responsabilità, capire i bisogni degli altri, aiutare gli altri.

Fra questi l'albo “Milly, Molly e Milos” è stato finalista al Premio Grinzane Cavour Junior 2007.

Le protagoniste di queste storie sono due bambine, Milly e Molly appunto, che sono esse stesse la rappresentazione emblematica dell'armonia nella diversità, infatti il sottotitolo sotto l'illustrazione delle bambine all'inizio delle storie recita: “Diverse fuori, uguali dentro”. Una è bionda, coi capelli lisci e la carnagione chiara, l'altra ha i capelli neri, ricci e la carnagione scura, ma condividono la stessa curiosità, le stesse sensazioni ed emozioni, la stessa voglia di avventura.

Nell'albo “Milly, Molly e W. W. Webby” le bambine sono alle prese con un saggio ragno che vive in un frutteto. Webby dichiara alle bambine di voler bene a tutti, in tutto il mondo, e insegna loro che “sulla tela di un ragno non c'è posto per razzismo e intolleranza”. È un concetto difficile per le due bambine e per farlo comprendere loro Webby, con l'aiuto dei suoi amici ragni, tesse una ragnatela che ricopre tutto il mondo, grazie a cui Milly e Molly fanno amicizia con bambini di ogni parte del globo. Una notte una tempesta spazza via la ragnatela e mescola le scarpe dei ragazzi. Le bambine sono sconcertate ma Webby le tranquillizza: la ragnatela si può ricostruire, quello che conta è la rete di amicizie che loro hanno costruito e che nessuna tempesta potrà distruggere, poi suggerisce loro di provare a calzare le scarpe di un altro bambino, perché “camminare con le scarpe di qualcun altro è un modo per capirlo meglio”. Nella nostra era, in cui termini come “rete”, “interconnessione”, “villaggio globale” sono diventati di uso comune, in cui la tecnologia accorcia le distanze fra i popoli ma il pregiudizio razziale e l'intolleranza continua a dividerli, questo albo lancia un messaggio chiaro e inequivocabile.

In “Milly, Molly e Olimpia” le bambine fanno una passeggiata in motocicletta con Olimpia, su un sidecar a due posti da cui è piacevole ammirare lo scorrere del panorama che va dalla campagna al mare. A un certo punto Olimpia si ferma e riflette: l'aria fresca e pulita è una cosa importante, ma altrettanto importante è mantenerla tale, per cui alla motocicletta è da preferire senz'altro una bicicletta per passeggiare e riempirsi i polmoni di aria buona.

In “Milly, Molly e il capitano Tito” si affronta il tema del pregiudizio razziale, Billi e Bart si detestano perché hanno diverso colore della pelle, ma il capitano Tito li mette insieme sulla stessa barca con un cappuccio di carta in testa in modo che non si possano vedere ma possano parlarsi. Alla fine di una breve traversata i due ragazzi scopriranno che hanno molti più cose da condividere che motivi di divisione, e il pregiudizio scompare col gesto di un “batti il cinque”.

L'autrice Gill Pittar, neozelandese, quando si trasferisce ad Auckland apre un negozio in cui vende i prodotti dell'artigianato locale. Qui Gill inventa e confeziona con le proprie mani le bambole Milly e Molly, spinta dal desiderio di promuovere l'accettazione delle diversità e ricordando le esperienze vissute a scuola dai suoi figli e dai loro compagni maori. Dopo le bambole nascono le storie, tradotte e lette in cento paesi del mondo.

Le illustrazioni ad acquerello di Cris Morrell che riempiono le pagine degli albi sono semplici e dai colori vivaci, gradevoli, danno un tocco caldo e amichevole alle storie. (Francesco Urbano)